Homestory Tatjana Hummels
Storie di casa

Interazione di colori nell’appartamento loft

Salve, mi chiamo Tatjana e vivo con Bene, mio marito, e i nostri due figli (di 14 e 7 anni) nel nostro bell'appartamento loft. La nostra casa è quasi una casa per più generazioni. Al piano terra vivono i miei genitori e al primo piano e nel piano mansardato (secondo piano) viviamo noi con la nostra famigliola. L'edificio (una volta un magazzino di un'impresa edile) è stato costruito nel 1937 e con tanto lavoro è stato trasformato dai miei genitori in abitazione. Circa due anni fa abbiamo rilevato la parte superiore, ampliato il piano mansardato e trasformato il primo piano secondo i nostri desideri. Per prima cosa abbiamo riportato tutto al grezzo e a livello del tetto abbiamo iniziato da zero. In totale avremo una superficie abitabile di ca. 330 mq, una terrazza sul tetto di 100 mq e una loggia sul tetto di ca. 20 mq – quando tutto sarà veramente finito. Nel nostro appartamento abbiamo riunito su due piani due stili completamente diversi di loft, cosa che li rende veramente speciali per noi. La parte inferiore è piuttosto una struttura industriale, con pilastri in cemento a sé stanti e soffitti in calcestruzzo molto bassi. Invece la parte superiore mansardata con tanto legno a vista e soffitti alti fa del nostro appartamento un loft con due mondi. Dato che abbiamo eseguito noi tutta la trasformazione e l’ampliamento, la parte superiore non è ancora completamente finita. Con tanto amore per i particolari e combinazioni audaci abbiamo fatto del nostro loft un luogo in cui stiamo veramente volentieri. La nostra Black Beauty è molto di più di una semplice cucina nera. È il punto di spicco del nostro appartamento, una prova di coraggio al momento di ordinarla, punto d’incontro della famiglia, la realizzazione di un sogno e semplicemente bella. Volete saperne di più? Allora venite sul mio profilo Instagram, vi aspetto! La vostra Tatjana

1. Perché avete deciso di realizzare una cucina nera?
Questa è una domanda interessante. E qui devo prenderla alla larga. La sensazione è stata che si trattasse della decisione più difficile della nostra vita. Nella progettazione di una cucina nera mio marito mi ha convita con un semplice argomento:  “È molto chic”. Per tanto tempo mi sono opposta ovvero non riuscivo ad accettare l’idea. Poi siamo
passati al bianco, dopo al grigio, poi di nuovo al nero e infine un po’ di nero e un continuo avanti e indietro tra un colore ed un altro. Quando si acquista una cucina si fa una scelta per qualcosa che dura a lungo, per questo la decisione è stata per noi molto difficile. Alla fine delle riflessioni abbiamo scelto una cucina completamente nera, senza ad esempio particolari in un altro colore. E cosa vi devo dire: è stata la decisione giusta.

2. Seconde te, come si dovrebbe strutturare la zona giorno quando si ha una cucina aperta in nero?
In realtà ci siamo trovati anche noi ad affrontare questa sfida. La cucina completamente nera attira già da sola l’attenzione. Per questo avevamo pensato all’opzione di rompere l’uniformità della cucina inserendo tonalità più chiare o di riprendere il colore della cucina anche nella zona pranzo e living. Abbiamo però deciso a favore di un aspetto omogeneo – e questo è molto importante – riprendendo più volte il colore nero. E quindi abbiamo anche mobili neri e anche in parte sedie nere. Abbiamo concentrato la nostra attenzione sui colori nero e marrone/legno. Le pareti sono tutte bianche. E sono proprio le pareti bianche a mettere il nero ancor più in risalto. Insieme ai pavimenti in legno siamo riusciti a integrare perfettamente la nostra cucina nera e ad ottenere un aspetto estetico omogeneo. La cucina è l’elemento di spicco, ma ugualmente parte di un tutto. La luce e l’illuminazione danno un contributo essenziale, anche proprio nella cucina stessa. In questo modo siamo riusciti a integrare armonicamente la nostra Black Beauty nonostante sia per noi l’assoluta regina della casa. 
 

3. Come riesci a fare in modo che la cucina non risulti troppo buia?
Pareti bianche, pavimenti chiari (il legno è di grande aiuto perché ha un colore gradevole) e luce. I soffitti di 2,25 m sono estremamente bassi e per di più nell’appartamento ci sono anche pilastri in cemento. Ciò nonostante la nostra cucina non appare mai buia, al contrario. Il colore nero ha di per sé un aspetto pregiato ed elegante. Penso che molti facciano l’errore di acquistare una cucina nera e poi di volerla nascondere. Non serve comunque a niente, infatti noi lasciamo che sia semplicemente se stessa – tutto il nostro orgoglio e il vero punto di spicco dell’appartamento. 

4. Perché avete scelto una cucina con maniglie, anche se inizialmente la volevate senza?
Abbiamo scelto maniglie nascoste e davvero non visibili per evitare di dover toccare le ante per aprirle. A posteriori possiamo dire che non sarebbe stato veramente necessario, dato che i frontali sono molto resistenti alle impronte. Tuttavia non ci pentiamo di questa decisione: infatti le maniglie sono pratiche, soprattutto se ci sono bambini in casa. E l’argomento più importante delle nostre riflessioni è comunque soddisfatto – non volevamo che si vedessero maniglie. Dato che sono nere, praticamente non si vedono sullo sfondo nero. Si tratta quindi della soluzione perfetta. 
5. Com'è nato il proposito di dare alla cucina una forma così particolare? (Forma a T)
Devo ammettere che ne sono MOLTO orgogliosa. Naturalmente il progettista di cucine ci ha aiutati nella scelta dei particolari e ha creato il modello finale. Tuttavia durante le prime progettazioni abbiamo notato che l’isola non era la soluzione giusta per noi, così mi sono messa d’impegno consultando i cataloghi Nolte e il sito internet e ho composto e progettato da sola la cucina su un foglio di carta quadrettata. Durante questa progettazione ci siamo accorti che la mia idea poteva funzionare e in effetti ha funzionato, eccetto alcuni particolari. Per questo ora ho una cucina progettata con estrema attenzione, con una forma unica (ovvero rara), che si adatta perfettamente ai nostri spazi. Per me era anche estremamente importante la possibilità di poter rivolgere lo sguardo verso il locale quando cucino – è straordinario, soprattutto quando si hanno ospiti. Tutto ciò ha richiesto davvero molto tempo, ma ne è valsa la pena. Come ho già detto, ne sono davvero molto orgogliosa. 

6. Avete progettato voi la cucina?
Sì, proprio come ho appena raccontato. Il progettista di cucine ha scelto gli ultimi particolari. Ma tutto il resto è opera mia. Dalla forma di base a dove posizionare i diversi mobili e per che motivo.


7. Quali difficoltà avete incontrato durante la progettazione?
Il processo di progettazione è stato in parte davvero difficile e ho anche versato qualche lacrima. Quando si va dal progettista si ha un’immagine o un sogno in mente. E purtroppo le immagini che si hanno in mente si trovano spesso di fronte a un: “Non si può realizzare in questo modo.” Per questo motivo mi sono applicata con impegno per portare avanti la progettazione. Proprio perché una cucina dovrebbe essere una decisione che dura a lungo, il processo è stato davvero complesso. Ma il risultato ne vale la pena. 

8. Qual era per te la cosa più importante nella progettazione?
Funzionalità e il MASSIMO sfruttamento degli spazi. Quando la capienza non è sufficiente se ne sente la mancanza. Per me era importante che la cucina fosse pensata con attenzione e ci fosse tutto quello che desideravo. E naturalmente, detto con sincerità, doveva anche essere semplicemente molto bella. È la prima cucina che acquistiamo e volevamo che fosse un elemento di spicco.


9. In un angolo c’è una specie di “bar”, come vi è venuta l’idea di inserirlo nella progettazione?
Sinceramente: dovevamo trovare una soluzione per l’angolo in modo che il passaggio fosse grande a sufficienza. C’erano molte idee. Ma alla fine abbiamo scelto questa opzione. Ne è nato un angolo davvero fantastico, dove i miei figli o mio marito possono sedere comodamente mentre cucino.

10. Le vetrine pensili non possono assolutamente passare inosservate! Come vi è venuta questa idea?
Forte, vero? La massima capienza con un’estetica unica nel suo genere. Il vetro nero le rende particolari. Quando la luce è spenta non si notano i vetri, ma quando è accesa l’effetto è davvero della massima eleganza. Gli scaffali portabottiglie danno il tocco finale. E, detto sinceramente, gli scaffali portabottiglie dovevano solo servire a riempire gli spazi vuoti. Vista l’altezza dei nostri soffitti, i pensili erano una vera sfida. Ma come avete già sottolineato nella domanda, non possono passare inosservati e creano l’effetto meraviglia in cucina. 

11. Qual è il tuo elemento preferito della cucina? Cosa non doveva assolutamente mancare?
La colonna estraibile e le vetrine pensili. Entrambe le cose non dovevano assolutamente mancare. La colonna estraibile per motivi pratici – veramente preziosa. Le vetrine più che altro per l’estetica, ma senza perdere di vista i vantaggi concreti.

 

12. Nell’arredare avete impiegato principalmente calcestruzzo e legno – come vi è venuta l’idea di questa combinazione di materiali?
Beh, il calcestruzzo c’era già. L’unica altra opzione era cercare di nasconderlo, ma è proprio questo che fa il fascino di una casa del 1937. Abbiamo quindi scelto di metterlo in evidenza. A causa dei soffitti bassi ci serviva però un pavimento chiaro e gradevole, in modo da alleggerire l’effetto complessivo. Dato che amiamo entrambi il legno ovvero la sua estetica, abbiamo optato per questa soluzione. Inizialmente ci sembrava addirittura una scelta coraggiosa. Ma abbinato a tonalità nere, bianche e calcestruzzo è perfetto. Ha un aspetto moderno ma non freddo – e questo contava per noi. Ha un aspetto accogliente ma non troppo – difficile da descrivere, ma anche questo contava per noi.


13. L’abbinamento di materiali caratterizza lo stile dell’intera casa?
Sì, manteniamo lo stesso stile dappertutto. Al piano mansardato abbiamo vecchie travi in legno e durante i lavori abbiamo fatto in modo che fossero tutte a vista. Non ne doveva restare nascosta nessuna. Le abbiamo quindi abbinate alle pareti bianche e ai pavimenti scuri – i soffitti sono qui molto più alti, si tratta di un piano sotto il tetto. Ma con la combinazione di materiali e la messa in evidenza del legno ci sembra di aver creato un’atmosfera accogliente e calda.


14. Come riuscite a creare nell’appartamento un ambiente confortevole nonostante l’estetica a volte fredda del calcestruzzo?
L’estetica dei pavimenti in legno è un fattore importante, ma anche l’arredamento riveste un ruolo chiave. Le decorazioni e la diffusione della luce creano un’atmosfera accogliente, oppure il contrasto tra chiari e scuri. L’interazione è importante. I tappeti alleggeriscono ulteriormente il quadro d’insieme e creano in generale un ambiente confortevole. Per il resto abbiamo impiegato una grande quantità di decorazioni e candele.

15. Diresti che questo tipo di materiali rispecchia il tuo carattere e se sì, come?
Buona domanda. Personalmente mi piace molto il bianco. E sulle pareti non scendo a compromessi. Direi che i tipo di atmosfera accogliente che abbiamo creato rispecchia il mio carattere. I calore del legno e la freddezza del cemento e la loro interazione con tonalità calde e fredde sono davvero stupendi e lasciano MOLTO SPAZIO per decorazioni e piante. E questo è molto importante per me. 

16. Che decorazioni possono essere abbinate in modo particolarmente riuscito con il tema di legno e calcestruzzo ?
A dire il vero tutto – secondo me basta solo fare attenzione a non esagerare con il colore. Però questo è il mio stile. Nero, bianco, marrone, tonalità oro e bronzo si abbinano perfettamente. Il verde di fiori e piante si integra perfettamente e risalta anche in modo particolare, come succede anche nel bosco. Se vedo elementi decorativi che mi piacciono ma non si possono abbinare, li compro ugualmente e li dipingo o modifico da sola. Si deve rimanere fedeli al motto dell’appartamento e allo stile complessivo. Un piccolo suggerimento: una cucina nera è lo sfondo perfetto per le decorazioni. Barattoli pieni di pasta, un ceppo di coltelli,  spezie, piante ed erbe aromatiche – in una cucina nera tutto viene messo in risalto alla perfezione e sembra quasi emanare luce. 

17. Volevi una cucina soprattutto pratica ai fini della vita familiare o in primo piano era il design?
Entrambe le cose: l’occhio vuole la sua parte. Ma nel complesso la praticità era importante. Naturalmente in veste elegante. E sinceramente si deve anche dire che sarebbero state possibili anche soluzioni più pratiche. Ad esempio per i pensili. Ma volevamo un elemento pratico e capiente che non passasse inosservato e creasse l’effetto di stupire.  Le due cose non si escludono, per questo abbiamo scelto una cucina Nolte. 


18. Su Instagram spieghi che adori i cassetti: perché?
Perché posso aprire un cassetto e guardarci dentro dall’alto. Quando si apre un mobile, si guarda da davanti e non si vede bene cosa c’è nella parte posteriore. Se mi serve qualcosa che sta dietro devo rovistare. Mi piace l’ordine e odio cercare e rovistare. Per questo per me era da subito chiaro che volevo quanti più cassetti possibile. Solo in pochi punti non ne abbiamo, perché non erano realizzabili. E proprio qui si deve sempre rovistare e cercare – per questo non c’è dubbio: i cassetti contribuiscono a ordine e chiarezza.

19. Mostri anche la vostra straordinaria illuminazione della cucina. Per te è importante una soluzione di illuminazione in questo locale o si trattava solo di un optional carino?
È importantissima. In cucina non c’è niente di meglio che una fantastica illuminazione. In questo modo si possono mettere in risalto tutti gli accessori in vetro. E la cosa migliore è che si crea un’atmosfera davvero accogliente. Dato che il colore della luce è regolabile, la si può adeguare in base alla situazione specifica. Se si ricevono visite si tratta di una fantastica illuminazione indiretta. La cucina non è scura, ma nemmeno
illuminata a giorno. Semplicemente perfetta.


20. Cosa significa per te la vita in cucina?
Buona domanda. Non essere da soli, avere spazio per tutta la famiglia. In cucina si preparano le vivande ma è anche uno spazio in cui si vive. Abbiamo posto per tagliare insieme la verdura, cucinare un dolce o anche semplicemente chiacchierare quando la sera siamo tutti a casa. Ma la vita in cucina è anche  ordine, devo essere proprio sincera. Adoro una cucina ordinata e pulita (prima e dopo averla usata).